Jeffrey Lebowsky, detto Drugo, non ha uno scopo preciso nella sua vita, per lo più si alterna tra disimpegnate partite di bowling con i suoi due amici, fumate di marijuana e esperienze alternative.La visita di due scagnozzi, che sbagliato obiettivo, urinano comunque sul tappeto di Drugo sconvolge la sua vita, immergendolo in una spirale di eventi molto surreali e lontani dal suo stile di vita disimpegnato e non-violento.
Gli amici si ritrovano coinvolti in bizzarre disavventure che li porteranno fuori dalla loro staticità, per poi ritornare però alla fine al caro vecchio e monotono Bowling. Tutte queste assurde peripezie sembrano dunque essere semplicemente un prodotto del fato, uno scherzo che dopo un giro riconduce inesorabilmente al punto di inizio.
La scelta dei Coen per quanto riguarda i personaggi è quella di narrare uno spaccato di vita di esistenze superflue, ai margini, prive di interesse o importanza. E' l'America dei nullafacenti che viene raccontata, ancora attaccata ai miti del passato, dove la vita non si affronta ma si aspetta.
Ma in questo film tali personaggi diventano fulcro della storia, e con un occhio innamorato del regista sono lasciati liberi di esprimere la propria idea di vita.
In questa ottica il bowling diventa più di uno sport o un passatempo, diventa una metafora di vita, come una palla che scorre in pista: che tu sia un campione o un principiante non si può sapere se il lancio sarà fallimentare o vincente fino alla fine.
La fotografia e la regia sono molto particolari poiché vanno a richiamare per forza di cose quelle atmosfere surreali in cui la storia è immersa. Molte sono anche le scene sperimentali come per esempio una soggettiva della palla da bowling.
Il film è decisamente un cult, ve ne consiglio la visione assolutamente.
Un film divertente, dissacrante e pieno di poesia.
Potreste amarlo o odiarlo ma alla fine rientra un po' nello spirito della pellicola stessa, perché la vita è così : "A volte sei tu che mangi l'orso e a volte è l'orso che mangia te"
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